XXX Giochi Olimpici: Londra – LA finale maschile dalla piattaforma.

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Quella di oggi sarà ricordata per anni come la gara di tuffi “PIU'”…ci spieghiamo meglio: più bella, più controversa, più emozionante,con più suspence, con più passione, con i tuffi più difficili, con i punteggi più alti…

Non ci sono abbastanza “più” per descrivere lo SPETTACOLO cui l’Aquatic Center di Londra ha fatto da teatro: la vittoria inaspettata, ma tanto sperata, di David Boudia, la medaglia, un pò controversa, di Tomhas Daley e il povero Qiu Bo che continua la serie di “fallimenti” della Cina a questa Olimpiade; neanche ci fosse stato un regista occulto a tessere tutte queste “trame” per regalarci una finale che, ci ripetiamo, resterà sempre nei nostri cuori.

Non sappiamo quanti di voi, nostri lettori, non abbiano visto questa gara, ma ora come ora ci riesce difficile raccontarvela, l’emozione è ancora forte dentro di noi: abbiamo ancora negli occhi le immagini di Tom Daley che festeggia il suo bronzo come se fosse un oro, che salta, ride e poi si butta in piscina con tutto il suo team, lui che è finalmente libero di tutta quella pressione cui si era fatto carico in questi quattro anni.

E David Boudia, così composto nel festeggiare, ma con gli occhi rossi carichi di lacrime trattenute a fatica, il cui unico desiderio ora sarebbe quello di abbracciare la sua futura moglie e poi chiederle “ce l’ho fatta Amore mio?” perchè ci sembra che ancora non si sia reso conto dell’impresa che ha portato a termine.

E poi dovremmo parlare di Martin Wolfram, venuto dal nulla, praticamente uno sconosciuto che alla sua prima Olimpiade per metà gara mette paura ai mostri sacri di questo sport e che poi cede all’emozione, per lui ancora ingestibile, di una Finale storica; oppure di come un “vecchietto” di 33 anni, che ormai dovrebbe far fatica a saltare dalla piattaforma di dieci metri, stiamo parlando di Josè Guerra, faccia la sua miglior gara di sempre come se fosse ancora un venticinquenne nel pieno delle forze…

Una gara dove il settimo classificato, Ivan Garcia, arriva a 521 punti e dove per salire sul podio ne servono ben 556…

E’ questo il punteggio ottenuto da Daley, che all’inizio della gara ha fatto storcere il naso a molti tuffatori, chiedendo ed ottenendo di ripetere il suo primo tuffo accusando i flash di averlo disturbato mentre eseguiva il doppio e mezzo indietro carpiato con due avvitamenti e mezzo. Lo aveva sbagliato, come in eliminatoria e come in semifinale e con il secondo tentativo lo ha infilato: sarà stata solo una scusa oppure sarà stata la verità? Fatto sta che, calcoli alla mano, anche senza ripetere il tuffo avrebbe vinto il bronzo e quindi le polemiche svaniscono per lasciar spazio alla storia di questo giovane talento che voleva tanto regalare al padre scomparso una medaglia, che voleva dimostrare alla sua squadra, ai suoi cari e al suo paese di non essere stato solo una meteora, ma di essere veramente un Campione.

Lacrime anche per il secondo classificato, Qiu Bo, ma non di gioia: lo abbiamo visto appoggiato al muro, come prima di lui avevano fatto Qin Kai e He Chong, piangere sommessamente: lui che voleva l’oro per affermare la sua supremazia, lui che non aveva ancora mai perso, lui che voleva rendere alla Cina quella medaglia d’oro che a Pechino 2008 non c’era stata.

E poi il vincitore David Boudia, che le lacrime le trattiene, che non si capacita di aver vinto, di essere il primo atleta americano a vincere un’Olimpiade dopo Greg Louganis, il suo idolo che lo ha seguito per tutto il tempo dagli spalti…

Complimenti a questi ragazzi che oggi ci hanno fatto sognare, che ci hanno dato forti emozioni, che ci hanno ricordato come i tuffi siano uno sport al tempo stesso meraviglioso, difficilissimo e alle volte crudele, ma sopratutto che hanno dimostrato come gli allenamenti, il lavoro duro e la fiducia in se stessi possano portare in alto!

I Giochi Olimpici di Londra per i tuffi sono terminati, ma noi andremo a dormire pensando già a Barcellona e a Rio…

Seguite questo LINK per riguardare ancora una volta tutti i dettagli della gara!

 

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